Take Over

IMPARARE A NASCONDERSI.

Imparare a nascondersi è una storia che non è mai iniziata e che probabilmente non finirà presto. Sono le cose che non sono bravo a dire, le persone che non sono stato bravo a lasciare.Sono le cose che non capisco, le cose che non ricordo le cose che mi fanno un attimo uscire dal reale e guardare tutto da sopra, non per vedere meglio ma per vedere tutto. Sono foto scomparse. È un tentativo di capirmi, un nascondino tra me e me stesso, dove conto e al tempo stesso devo anche trovarmi. Sono giochi per bambini su spazi aperti, storie inventate quando mi annoio e storie vere quando le vedo.

Testo di Camilla Montesi
“Se mi volti le spalle potrei capire che vuoi fare un ballo con me, potrebbe sembrarmi un invito a nozze al letto al silenzio. Se spartisci la lezione potrei non volerla ascoltare, sono lontano dagli ordini . Non c’è certezza in quello che vedo, c’e una dolce concessione al non capire. Nascondino tranello segreto, basta che qualcuno si ricordi di venirlo a cercare tendere custodire
Se incroci le braccia mi costringi a girarti intorno, se ti fai pietra mi costringi ad appoggiarmi, se ereggi muri andrò sulle punte per riuscire a scorgere, se proibisci innalzi il timido piacere di rompere lo schema. Non c’è disegno logico in questo nascondino senza tempo ,estratto a sorte provo a cercare e nel cercare mi nascondo “

In un ballo anacronistico, tra elevazione ed abbassamenti, muoviamo i passi in un labirinto fatto di minute confessioni, angoli poco illuminati, tastiere bloccate.
Un’onda silenziosa, quella del nascosto, dell’incompiuto e dell’incompreso, che senza timore ci conduce gentilmente alla scoperta. Ci è concesso spiare tra le pieghe delle cose immobili ma mutevoli, nasconderci per farci trovare.A passi leggeri ci muoviamo tra gli scatti, come indizi della coreografia del dubbio, come indizi del nostro ballo più fragile.

Shortlist in FE+SK Book Award (Fotografia Europea + Skinnerboox)